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Francofonte. Ricambi auto contraffatti, maxi sequestro della Guardia di Finanza: denunciato il rivenditore


magazzina-finanza-siracusatimesNews Francofonte: la Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito un’importante attività di servizio nel settore della tutela del “Made in Italy” e della “sicurezza prodotti”. Sono stati i Finanzieri della Tenenza di Lentini ad effettuare a Francofonte un intervento nei confronti di un rivenditore di autoricambi che, come riscontrato, gestisce un vasto giro di pezzi di ricambio di autoveicoli, di provenienza extra-UE, venduti – soprattutto – tramite internet, che venivano nazionalizzati mediante la semplice apposizione di un cartellino avente la dicitura “MADE IN ITALY”.

Il “made in Italy”, oltre all’enogastronomia e all’alta moda, sfoggia anche un’altra eccellenza che diventa, sempre più, un’autorevole bandiera nazionale all’estero, ossia ”aftermarket automobilistico”, quello indipendente che, in Italia, detiene il 70% della distribuzione di autoricambi, il cui fatturato, ogni anno, è sempre più crescente. Dietro alla produzione di ricambi auto, infatti, c’è un lavoro improntato sulla qualità, affidabilità, sicurezza dei prodotti; l’utilizzo di ricambi auto costruiti senza il giusto knowhow, ovvero mediante l’utilizzo di materie prime di bassa valore, inficiano sensibilmente la sicurezza al volante e, quindi, rappresentano un rischio non solo per l’autovettura ma, soprattutto, per la salute di chi occupa il veicolo e per l’incolumità degli utenti stradali. Pertanto, per le esposte ragioni di “sicurezza” e di “conoscenza della filiera produttiva”, la normativa vigente specifica che solo i prodotti totalmente progettati, fabbricati e confezionati in Italia, possono fregiarsi del marchio “made in Italy”. Tali prodotti, inoltre, possono contenere l’indicazione “made in Italy” allorché, nel nostro Paese, sia avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale.

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro, per violazione dell’articolo 517 del c.p., circa 2.000 pezzi di ricambio “Made in China” che, dopo essere stati privati di tale etichettatura di origine, venivano, successivamente, riposti in contenitori riportanti il marchio “made in Italy” , abbinato ai loghi relativi alla certificazione di qualità ISO 9001, traendo, così, in inganno il compratore sull’origine, provenienza e qualità del prodotto.  Per tali motivi, il titolare dell’attività è stato deferito alla Procura della Repubblica di Siracusa la quale, dopo aver convalidato il sequestro operato dai militari della Guardia di Finanza, ha disposto la perizia dei beni sottoposti a sequestro.

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