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Francofonte, il sindaco Palermo sul Bilancio di previsione 2016


Salvatore Palermo Francofonte Siracusa Times

News Francofonte: il Consiglio, in seduta ordinaria, non ha approvato il Bilancio di previsione per il 2016. Il Comune resta ancora uno dei pochi a non aver approvato il bilancio, difficile, che con cautela si è mosso tra riduzioni di trasferimenti statali e regionali, incertezze, tagli alle indennità di amministratori (sindaco e Assessori) e responsabili dei servizi, riduzione di fondi nei servizi, purtroppo anche per le fasce più deboli e per i trasporti; ma anche rivedendo i contratti in essere, applicando forti riduzioni, eliminando contenziosi e possibili loro cause, riducendo gli sprechi, ma il tutto senza aumento di canoni e tasse per i cittadini.

Questi i fatti, secondo quanto racconta il primo cittadino, l’arch. Palermo:  “la Giunta Municipale approva il bilancio di previsione 2016 in data 04.11.2016 D.G.M. nr. 137, assieme al bilancio vengono approvati tutti gli atti propedeutici, quali il DUP e il piano triennale delle OO.PP.; Il Consiglio Comunale viene convocato a seguito di diffida del Commissario Regionale per il 21.12.2016, per l’approvazione del Bilancio di Previsione, il DUP e il piano triennale delle OO.PP, oltre ad altri punti all’ordine del giorno. In Consiglio Comunale sono presenti per la convocazione di detto consiglio 12 consiglieri di cui 9  di maggioranza e 3 di opposizione. I presenti per la maggioranza erano i consiglieri Infruttuoso, Iacono, Di Silvestro, Gualtieri, Giuffrida, Turiano, Inserra, Schepis e Vinci. Assenti Gallo, Merenda, La Mancusa (Unica che a fatto pervenire una giustificazione), Pavone. Per l’opposizione presenti Pisano, Dinaro e Cunsolo”.

Prosegue ancora Palermo: “tecnicamente dobbiamo dire che era interesse solo dei Consiglieri approvare il Bilancio, perché la mancata approvazione, avrebbe causato, dopo alcuni passaggi tecnici lo scioglimento del Consiglio Comunale, in quanto lo strumento economico era già stato approvato dalla Giunta. La presenza dei consiglieri di opposizione, gradita, opportuna e responsabile, non era fondamentale per l’approvazione del bilancio, infatti in seconda convocazione bastavano un terzo dei consiglieri per approvare il bilancio. Gli atti comunque sarebbero stati approvati e l’iter burocratico si sarebbe concluso”.

“Politicamente il gesto è da apprezzare, ma resta il fatto che il becero tentativo di strumentalizzare l’accaduto, dichiarando che la presenza dell’opposizione fosse fondamentale per … “non aggravare la situazione economica della città,  perché tante sono le ditte che hanno fatto lavori per conto del comune e che aspettavano…”, per questo bastava non fare debiti prima, quindi parlare di responsabilità non ha senso, diciamo che conveniva. Vorrei ricordare che durante lo svolgimento del consiglio non vi è esistenza delle interrogazioni fatte dall’opposizione, e gli atti lo dimostrano, mentre sono leggibili gli interventi eseguiti per mera strumentalizzazione, e fini a se stessi. Qualche “coup de théâtre” a cui alcuni consiglieri (Maggioranza e Opposizione) anelano durante i lavori del consiglio ha dato qualche patema, ma di fronte ai riscontri tecnici e politici, dei revisori, del ragioniere capo e dell’Amministrazione, si sono dissolti e hanno dimostrato l’inutilità e superficialità degli interventi”.

“Questa Amministrazione non è in guerra con i suoi dipendenti, ma cerca, anche con loro dei difficili compromessi, legati alla messe di denaro a cui essi accedevano sino a qualche anno fa, contrapposta alla esiguità delle attuali risorse, per cui è difficile convincere i dipendenti a fare di più, a mettere il cuore…, quando tu, Amministrazione, non puoi offrire niente, se non l’amore per il paese che amministri. Solo per questo alcuni dipendenti, della cui indipendenza politica ho qualche serio dubbio, e specifico non tutti i dipendenti, cavalcano il malcontento, e dove possibile lo generano tra i colleghi e la popolazione. Vorrei ricordare – conclude Palermo – che io AMMINISTRO Francofonte non per aver vinto o perso un Referendum, ma per aver vinto delle elezioni libere e democratiche”.                   

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