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Francofonte. Consiglio comunale: la minoranza attacca “amministrazione incapace”


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News Francofonte: si è svolta mercoledì la seduta ordinaria di Consiglio comunale con i seguenti argomenti all’ordine del giorno: approvazione del piano triennale delle opere pubbliche; documento unico di programmazione, periodo 2016-2018; schema bilancio di previsione; regolamento per le aree di commercio. 

Tuttavia, precisano i Consiglieri d’opposizione Angela Cunsolo, Coletta Dinaro e Carmelo Pisano: “recandoci in aula, constatiamo che la maggioranza non era presente e che se avessimo abbandonato l’aula sarebbe venuto a mancare il numero legale e di conseguenza il Consiglio Comunale sarebbe saltato così come tutti i temi all’odg. Per senso di responsabilità e per non aggravare la situazione economica della città, perché tante sono le ditte che hanno fatto dei lavori per conto del Comune e che aspettavano l’approvazione del bilancio per poter essere pagate, abbiamo deciso di rimanere in aula specificando che non saremmo entrati nel merito della composizione del bilancio di previsione quanto meno perché al 21 dicembre c’è poco da programmare e ci sentiamo offesi e mortificati nel ruolo di Consiglieri Comunali”.

Commentano ancora i consiglieri: “ancora una volta questa amministrazione PD si rivela incapace, inadeguata e addirittura dannosa nonché inesistente visto che pur avendo ricevuto la diffida ad adempiere da parte del commissario ad acta nominato dalla Regione e pagato con i soldi dei cittadini francofontesi , non hanno ritenuto di partecipare al Consiglio Comunale facendo emergere, così, che questa maggioranza non esiste, che stanno insieme per motivi che non riguardano il bene comune e cioè la comunità francofontese bensì per la poltrona e per interessi a noi sconosciuti”.

“E’ fin troppo chiaro che non esiste nessun progetto per Francofonte e non è mai esistito- proseguono i tre consiglieri, che concludono affermando che- non esiste altra strada che le dimissioni per liberare la città da un governo che non governa, che ha preso una sonora sconfitta al referendum costituzionale, che è in guerra con i suoi stessi dipendenti e per dare dignità ai cittadini che in questi tempi di crisi e di insicurezza si sentono abbandonati a se stessi”. 

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