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Fondazione Inda, il consiglio d’amministrazione: “Gestione rigorosa delle risorse economiche”


sede fondazione inda siracusa timesNews Siracusa: La chiusura di un’annata che ha regalato grandi soddisfazioni e lo sguardo rivolto verso il futuro. Il consiglio d’amministrazione della Fondazione Inda ha voluto tracciare, nel corso della riunione di martedì pomeriggio, il bilancio della stagione che dopo il trionfo del cinquantunesimo ciclo di spettacoli classici si è chiusa con il privilegio di essere protagonista assoluta della riapertura agli spettacoli, dopo 15 anni, del Colosseo a Roma.

Il primo anno del nuovo consiglio d’amministrazione dell’Istituto nazionale del dramma antico, presieduto da Giancarlo Garozzo e composto dal sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi, il consigliere delegato Walter Pagliaro, Arnaldo Colasanti, Paolo Giansiracusa e Antonio Presti ha visto l’Istituto fare registrare oltre 115 mila presenze per gli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa con la messa in scena delle tragedie Le Supplici di Eschilo, Ifigenia in Aulide di Euripide e Medea di Seneca. Un successo proseguito nelle tre serate evento all’Anfiteatro Flavio dove l’Inda ha allestito Medea con la regia di Paolo Magelli.

Il consiglio d’amministrazione ha poi tracciato un bilancio anche rispetto alla gestione della Fondazione. “Una delle nostre parole chiave è stata la trasparenza – ha aggiunto Garozzo – ed è per questo che abbiamo individuato i tre candidati al ruolo di sovrintendente con un bando pubblico. Allo stesso modo ci siamo comportati con il bando per il personale dell’accoglienza e con tutte le altre procedure. Mi preme anche sottolineare la volontà di questo consiglio di seguire una rigida politica dal punto di vista economico per consentire all’Istituto di avere un bilancio in equilibrio e una gestione virtuosa delle risorse”.

Per quanto riguarda le vicende giudiziarie il consiglio d’amministrazione della Fondazione Inda, senza voler in alcun modo entrare nel merito dell’attività portata avanti dalla Procura, ha ribadito la volontà di difendere l’onorabilità dell’Istituto ratificando la decisione di costituirsi parte civile nei tempi e nei modi previsti dalla legge, riservandosi la possibilità di attenersi agli adempimenti previsti dai contratti di lavoro nei confronti dei dipendenti coinvolti nelle indagini. Il consiglio al tempo stesso ha espresso apprezzamento per l’attività portata avanti da tutto il personale che ha dimostrato ancora una volta grande professionalità e spirito di sacrificio.

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