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Faro di Capo Murro di Porco, un bando dell’Agenzia del Demanio lo concede a privati, interviene SOS Siracusa


murro-di-porco-siracusatimesNews Siracusa: “quali criteri sono stati utilizzati nella scelta dei progetti? quanto incideva l’offerta economica rispetto alla compatibilità ambientale del progetto stesso? E’ possibile consentire aumenti di cubatura sotto forma di solarium in legno e verande, in un’area di tale pregio naturalistico e paesaggistico?” Sono queste le domande che si pongono gli ambientalisti di SOS Siracusa, a seguito di un bando dell’Agenzia del Demanio rivolto alla gestione del Faro di Capo Murro di Porco. Il progetto vincitore, secondo il coordinamento risulterebbe dannoso per la salvaguardia dell’ambiente. In particolare, da SOS Siracusa descrive la netta differenza tra due dei tre classificati al bando.

“Il progetto vincitore, ha come obiettivo la costituzione di una attività a vocazione turistico-alberghiera, con ristorante, teatro, appartamenti e 3 camere da letto luxury vista mare, sala conferenze, bar, e infine una zona relax.  Secondo SOS Siracusa: la realizzazione di ampia pavimentazione perimetrale in legno e coperture ex novo. Attività: ricevimenti, matrimoni, lauree, battesimi, comunioni, feste private, teatro, spettacoli, sflilate di moda, conferenze, festival, musica classica.Canone annuo corrisposto al demanio: 25.000,00 euro”.

“L’altro progetto (terzo classificato) prevederebbe una attività di salvaguardia dell’Area Marina Protetta. Centro di educazione ambientale e antibracconaggio: attività di censimento delle specie ittiche e aviarie; foresteria: 14 posti letto (dormitorio femminile e maschile per volontari) postazioni antibracconaggio, eliporto per droni (attività di pattugliamento), wi-fi zone, infopoint, percorsi naturalistici, servizi igienici pubblici, postazione pronto soccorso + BLS (defibrillatore), ristorante vegetariano / vegano (30-40 coperti), n°3 parcheggi esclusivi per disabili, area verde pubblica, Nessun ampliamento della cubatura. Le attività: immersioni per diving accreditati e corsi istruttore subacquea, laboratori ambientali per le scuole, ostello, Campi blu Fipsas-Coni, conferenze su nozoni di biologia, marineria, storia, archeologia, subacquea, sicurezza in mare, campi di volontariato (es Legambiente, Lipu, Sea Shepherd), visite guidate. Canone annuo corrisposto al demanio: 6.000,00 euro”.

Insomma, paragonando i due progetti, è chiaro come il vincitore sia ben lontano dall’idea di tutela e rispetto dell’ambiente naturale, mettendo a rischio così la sopravvivenza di “un luogo mistico, simbolo dell’area marina protetta del Plemmirio”.

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