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Enna: presentata sabato “La Storia dell’Arte in Musica” di Sebastiano Occhino


Enna Siracusa Times

Un momento della conferenza di presentazione

News Enna: si è svolta, sabato sera presso la Soprintendenza di Enna, la presentazione ufficiale de “La Storia dell’Arte in Musica”, l’ultima fatica del noto compositore Sebastiano Occhino. Un pubblico altamente selezionato ha, infatti, assistito ad un assaggio di alcune delle 134 colonne sonore inedite composte da Occhino dedicate ad altrettanti pittori.

A fare gli onori di casa il Soprintendente di Enna, Salvatore Gueli e il Direttore della sezione per i beni storico-artistici Luigi Maria Gattuso, che hanno espresso parole di elogio per il compositore ennese e per la sua grande opera basata sulla “Musical Art”, format ideato dallo stesso Occhino fondato sul connubio di immagini pittoriche in mostra virtuale e dalla musica inedita. Presente anche l’Assessore Giovanni Contino. 

Qualcosa di eccezionale – ha dichiarato il Soprintendente di Enna – Sebastiano Occhino è riuscito a realizzare, attraverso il connubio tra dipinti e musica, una delle espressioni artistiche maggiori che oggi possano esistere. Il regalo migliore che un artista possa fare agli amanti dell’arte”.

In un maxischermo si sono susseguite le opere “Musical Art” dedicate a Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Vermeer, Canaletto, Friedrich, Guttuso, Kandinskij, De Chirico e Botero. Un omaggio anche al pittore ennese Paolo Vetri.

Se me l’avessero detto dieci anni fa non ci avrei creduto – ha dichiarato Sebastiano Occhinomusicare la storia dell’arte è stato un duro lavoro ma ci sono riuscito. Un’esperienza che mi ha arricchito a livello umano ed artistico”.

L’idea di Sebastiano Occhino è adesso quella di rendere “La Storia dell’Arte in Musica” uno spettacolo multimediale itinerante, dove il pubblico ha la possibilità di scegliere cosa vedere per rendere ogni spettacolo unico.

Il Soprintendente di Enna ha, dal canto suo, annunciato che “La Storia dell’Arte in Musica” verrà riproposta in altre occasioni, “perché – ha ribadito – è giusto che il merito e il valore vengano riconosciuti”.

 

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