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Depuratore Ias di Priolo, Munafò: rimetterlo in piena efficienza per salvaguardare i posti di lavoro


ias - siracusatimesNews Priolo: Salvaguardare i lavoratori dell’Ias e risolvere una volta per tutte la questione della depurazione delle acque. Il monito di Stefano Munafò, segretario territoriale generale della Uil Siracusa-Ragusa-Gela arriva all’indomani di un incontro programmatico per la costituzione di un comitato pro-depurazione chiesto dalle organizzazioni sindacali e che possa lavorare in sinergia con il Comune di Augusta, con tutte le forze politiche e le associazioni di qualsiasi natura oltre il mondo della chiesa.

“Sono decenni che lottiamo per risolvere la questione dello scarico dei reflui a mare e dunque la depurazione delle acque ad Augusta che sembra non trovare sbocchi. Ci sono sempre rimpalli di responsabilità – ancora Munafò – e siccome adesso in ballo ci sono i posti di lavoro e l’assetto societario all’Ias, il nostro obiettivo è quello di salvaguardarli. La nostra attività sindacale si è sempre basata sul mantenimento dei posti di lavoro, a maggior ragione oggi che stiamo parlando di un depuratore che ha bisogno di manutenzione e nuovi investimenti”.

La completa ripresa dell’attività dell’Industria Acque siracusane (consorzio costituitosi nel gennaio del 1983), secondo Munafò, permetterebbe l’abbattimento di molti costi. “Noi siamo per la depurazione, però non si possono permettere uno sperpero di denaro per realizzare un nuovo depuratore, quando ne esiste già uno a Priolo. L’Ias depura le acque della zona industriale di Priolo e Melilli e potrebbe depurare parte delle acque di Siracusa visto che il depuratore siracusano lavora già con difficoltà. Si potrebbero ridurre i costi, rimettendo in piena efficienza questo di Priolo che è anch’esso in difficoltà per la riduzione delle acque reflue della zona industriale, per l’invecchiamento della struttura e per gli elevati costi di gestione. Con meno soldi, insomma, si risolverebbe il problema. Ma sono circa 30 anni che facciamo questi discorsi e contrapposizioni, oggi è arrivato il momento di dire basta e di passare dalle parole ai fatti”.

 

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