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Delitto Ancona: il padre di Antonio Tagliata uccise per amore a Siracusa


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News Siracusa: delitto di Ancona. Per la procura e il Gip del tribunale dei minori non ci sarebbero dubbi: Antonio Tagliata e la fidanzatina sedicenne hanno agito insieme, entrambi i ragazzi avrebbero di fatto concorso ad uccidere la madre di lei e a ridurre in fin di vita il padre, con otto colpi di pistola. Una vera e proprio “esecuzione” firmata da due giovani killer, avvenuta lo scorso 7 novembre – dall’arrivo sotto casa alla fuga insieme, culminate nei tre colpi di pistola che hanno ucciso Roberta Pierini e gli altri cinque che hanno causato a Fabio Giacconi uno stato coma irreversibile. E’ tutto ancora allo stato iniziale, le confessioni, le ricostruzioni così come le indagini ma la tragica vicenda sembra ricordare il delitto di Novi Ligure e l’efferata uccisione compiuta da quei giovani Erika e Omar quando nel 2001, hanno ucciso con 100 coltellate la madre e il fratello di lei, con il suo fidanzatino non ancora maggiorenne.

“I peccati del padre passano al figlio”. Emergono inquietanti retroscena dal delitto di Ancona. Si perchè dagli ultimi aggiornamenti del caso, si scopre che il padre del presunto assassino, Carlo Tagliata, è stato processato a Siracusa nel 1987 dal Tribunale dei minori del capoluogo aretuseo, in quanto esecutore materiale dell’omicidio di Salvatore Morale, avvenuto con colpi di pistola perché presunto corteggiatore della sua ragazza. Ma intanto il giudice per le indagini preliminari Paola Mureddu ha convalidato il fermo di Antonio Tagliata e il Gip si è riservato la decisione sulla misura cautelare.

 

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