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Classifica del Sole 24 Ore sulla vivibilità, Siracusa fra le 12 peggiori province. Zappulla: “Rinnovare subito la classe dirigente”


News Siracusa: “questa provincia deve immediatamente rinnovare la sua classe dirigente, prima che sia troppo tardi per risollevarsi dalla crisi sociale, politica ed economica in cui la sta facendo sprofondare”. Lo ha dichiarato l’onorevole Pippo Zappulla, deputato di Articolouno Movimento Democratico e Progressista, componente della Commissione lavoro alla Camera, commentando l’ultima classifica sulla vivibilità in Italia fatta dal Sole 24 Ore.

“Siracusa diventa fra le 12 peggiori province per qualità della vita, collocandosi al 98° posto su 110 e scivolando di ben 8 posizioni rispetto il precedente rilevamento. Lo studio del Sole 24 Ore ci consegna una radiografa amara, ma non sorprendente, sul declino di questo territorio. Da tempo, e da più parti, vengono lanciati segnali d’allarme su disoccupazione, malgoverno, disagio sociale che  restano inascoltati”.

“Ora anche la brutale oggettività dei numeri certifica il disastro economico e sociale che trova nel Comune capoluogo – per evidenti ragioni demografiche e politiche – sicuramente il responsabile principale. L’instabilità amministrativa – a partire dalla giostra di assessori, per finire alle cronache sul forte decadimento etico dell’amministrazione Garozzo – si è trasformata in danno per tutti, che le impietose statistiche non hanno mancato di rilevare. L’amministrazione comunale di Siracusa ha una grave responsabilità, essendo l’esempio emblematico di una deriva che ci sta riportando indietro nelle classifiche della vivibilità. Troppe le opportunità di sviluppo che ha sprecato, troppi gli investimenti pubblici persi, troppe le disattenzioni verso un contesto socio-ambientale sempre più degradato. La provincia si colloca addirittura al terzultima per quanto riguarda “demografia, famiglia e integrazione”, scendendo di ben 19 posizioni. Perde 13 posizioni pure su “giustizia, sicurezza e reati”, finendo al 97° posto in Italia”.

“Scende di 12 posizioni su “reddito, risparmi e consumi”, finendo nel preoccupante elenco delle 7 peggiori in Italia.  Giù di 6 posizioni pure su “ambiente, servizi e walfare”. Ma quello che fa tremare sono le 33 posizioni perse alla voce “affari, lavoro e innovazione”. E’ un tracollo che dimostra come la drastica riduzione del costo del lavoro, accompagnate dalla cancellazione dei diritti dei lavoratori, non sono la strada giusta per tenere in piedi l’economia. La nostra classe dirigente deve aprire una profonda riflessione su politiche del lavoro incapaci di produrre ricchezza, ma che mostrano invece in una strabiliante capacità di sfasciare tutto”.

 

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