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Città di Siracusa. Uno striscione e le lacrime di Simona Marletta


Simona Marletta Siracusa TimesNews Siracusa: per lei è stato sicuramente un anno intenso. Un anno ricco di emozioni da ricordare e delusioni, magari, da accantonare. Un anno vissuto a viaggiare dalla sua Catania all’adottiva Siracusa. Un anno dove la palazzina di via Montegrappa ha ripreso vita e dove nel primo ufficio entrando a sinistra la sua presenza è stata costante. Qualcuno la definirebbe una stacanovista. Per molti altri, invece, che in un lungo campionato hanno apprezzato la sua tenacia, è semplicemente una donna con le giuste ambizioni e lo spirito vincente. 90 intensi minuti a bordo campo a sostenere la squadra nel bene e nel male. La voglia di non eccedere nel mostrarsi nonostante qualcuno abbia pensato che sia un’esibizionista per via dei suoi vertiginosi sandali.

Se qualcuno avesse mai pensato che una donna non potesse mai essere all’altezza di un ruolo all’interno di un mondo “uomo” come quello del calcio lei ha completamente stravolto gli schemi canonici. Per molti è la “donna in nero”. Per Siracusa è il direttore generale della prima squadra della città: Simona Marletta.

Simona Marletta, infatti, è molto altro. Simona, la Marletta o il direttore generale, dipende da chi abbia a che fare con lei, quest’anno ha mostrato e dato molto al Città di Siracusa non risparmiandosi mai, la donna pronta a regalare un sorriso, a prendere in braccio un bimbo prima della foto della formazione all’inizio della gara.

Si dice molto in questo momento, ancora prima che il campionato termini ufficialmente. E se la Marletta andasse via da Siracusa? Purtroppo non possiamo ancora dare una risposta a questa domanda. La Marletta, infatti, da settimane non rilascia interviste. Le sue lacrime, domenica contro la Vigor Lamezia, però hanno detto più di mille parole.

E’ bastato uno striscione, srotolato dalla Curva Anna, con su scritto: “Professionalità, dedizione e passione… Comunque vada grazie Simona!” a scioglierla in un pianto da bambina. Si, perché Simona Marletta si commuove anche, nonostante la sua corazza da dura. Alla domanda “Direttore? Cosa ha pensato quando ha visto quello striscione pieno d’amore dedicatogli dalla Curva Anna?” la Marletta, con gli occhi gonfi di lacrime, ha detto: “Non parlo, mi spiace”.

Per noi, però, per la Curva e per quel “De Simone” che ha applaudito il direttore generale ringraziandola per il proprio lavoro, quelle lacrime contano più di mille parole non dette. Perché la Marletta, ormai, è siracusana d’adozione e siamo certi che non si schioderà da quella palazzina dove un tocco di femminilità, classe e professionalità ha sciolto le remore dei più scettici.

N.Z.

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