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Città di Siracusa. E la Marletta…?


Simona Marletta Siracusa TimesNews Siracusa: entrando in qualsiasi bar del siracusano, negli ultimi giorni, aleggia uno strano presentimento: “ma la Marletta andrà via lasciando il timone da direttore generale del Città di Siracusa?”.

Giovani e meno giovani, dopo la conquista del sogno della Lega Pro, temono che quella donna dai capelli nero corvino possa, per qualche strano motivo, lasciare il lavoro certosino che l’ha resa tanto amata a Siracusa.

Eppure la Marletta quando è arrivata a Siracusa non è stata proprio così amata. Donna, il che nel mondo del calcio crea degli stop palesi e, come se non bastasse, “catanese”. Il suo inizio non è stato di certo dei migliori. Una città che non la conosceva e che lei stessa non conosceva. Un luogo nuovo con gente nuova. Avvolta in un abito nero, come la sua carnagione estiva, la Marletta ha iniziato il suo percorso aretuseo mettendo grinta, coraggio e professionalità. Unica figura da direttore generale nel calcio, la Marletta è approdata a Siracusa per la città e non per la categoria, riportando seimila persone all’interno dello stadio “Nicola De Simone” e riuscendo ad ottenere il consenso di 800 abbonati.

Il campionato è iniziato con quella donna che la domenica, a bordo campo, sperava mordendo le nocche delle mani, nel successo del Siracusa tenendo duro ed entrando nel cuore di tutti i tifosi. Perché Simona Marletta, nonostante sia vista da molti come una figura “austera”, invece, ride e sorride con tutti. Quando, durante le dure giornate di lavoro, riesce ad uscire dalla “palazzina” per sbirciare gli allenamenti viene fermata da molti tifosi scambiando battute.

Un signore, che la domenica ci offre sempre dei torroncini al termine della gara, ci ha detto: “ju o stadio vegnu picchi c’è a Marletta” (ndr. io allo stadio vengo perché c’è la Marletta). Perché Simona Marletta in questi mesi, in una piazza esigente come quella di Siracusa, ha lavorato senza sosta facendo ogni giorno la strada Catania-Siracusa e poi Siracusa-Catania pur di riuscire ad afferrare, con le sue unghie laccate di rosso (unico tocco di colore per la dark lady), un sogno per se stessa e da regalare a tutti i tifosi.

Ed ora? Che farà la Marletta? Di ufficiale non c’è ancora nulla. Questo, però, è stato senza ombra di dubbio anche il suo campionato. Un campionato curato con amore e passione. Un campionato di lacrime dolci e amare fino al raggiungimento della promozione in Lega Pro.

“A Marletta nun si tocca” (ndr. La Marletta non si tocca) – dice un ragazzo mentre sorseggia il caffè. E noi siamo certi che Simona resterà al suo posto pronta a programmare, con la stessa passione di quest’anno, un nuovo campionato da direttore generale per una piazza che tanto le si è affezionata.

N.Z.

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