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“Chiamatemi Francesco”, la vita del Papa raccontata al cinema


133052410-9570fa17-a10c-4fd0-bc64-fc26dbf84285News: in un clima acceso, con il Giubileo nell’aria, gli scandali Vatileaks scottanti e il recente viaggio papale in Africa, arriva al cinema Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente, film di Daniele Luchetti che ci racconta la storia di Jorge Mario Bergoglio, dagli studi di chimica fino alla vocazione, prima che diventasse pontefice il 13 marzo 2013.

“Chiamatemi Francesco”, il primo film sul Papa, è statopresentato in anteprima in Vaticano, approvato da Don Guglielmo Karcher, il cerimoniere di Papa Francesco che dopo aver visto il film, è stato per un momento in silenzio e poi ha detto: ‘Avete fatto un buon film'”.

Chiamatemi Francesco” ricostruisce il percorso di Jorge Mario Bergoglio dalla scelta di lasciare gli studi di chimica, la fidanzata per seguire la vocazione ed entrare poco più che ventenne nell’ordine dei Gesuiti, attraverso i difficili anni della dittatura, come Padre Provinciale responsabile di un istituto dove finì per nascondere semineristi e giovani che sfuggivano dalla polizia di Videla. Dalla drammatica esperienza dei desaparecidos e del terrorismo di stato, Bergoglio ne esce provato e da qui matura la decisione di occuparsi degli ultimi, il film racconta gli anni Novanta e il suo impegno come sacerdote di strada. Fino alla chiamata che viene direttamente dal Papa, da Giovanni Paolo II che attraverso la figura del cardinale Quarracino arcivescovo di Buenos Aires gli chiede di diventare vescovo ausiliare della metropoli argentina e di occuparsi soprattutto delle periferie. Fino alla storica giornata dell’11 febbraio 2013 quando Papa Benedetto annuncia il suo ritiro e si prepara il conclave che eleggerà Bergoglio Pontefice, il film si chiude sulle vere immagini di Piazza San Pietro: “Buonasera!

Interpreta Bergoglio il giovane l’attore argentino Rodrigo De La Serna responsabile di ritrarre una figura statuaria come quella di Papa Francessco, una difficoltà non solo nell’interpretazione, resa in modo credibile esteriormente tanto nella sua emotività, interiorità e spiritualità che ha conquistato il mondo intero.

Il regista Lucchetti si inoltra in un racconto lineare, che se da un lato si avvicina alla sobrietà, dall’altro rischia di essere povero di sussulti. Il suo obiettivo è farci scoprire le radici e il percorso di un uomo che in pochi conoscevano fino a due anni fa. Sarà compito degli spettatori, e dei fedeli, scoprire la vita Jorge Bergoglio attraverso questo intressante film.

 

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