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Chi è Veronica Panarello? Lo abbiamo chiesto al suo avvocato difensore Francesco Villardita


Abbiamo chiesto a Francesco Villardita, avvocato difensore di Veronica Panarello, un commento su chi sia la sua assistita che, da giovane fragile e bisognosa di aiuto si è tramutata, sulle cronache, in una fresca calcolatrice.

-Veronica. Veronica con un’adolescenza difficile e dolorosa. Veronica fragile. Veronica, improvvisamente, fredda, calcolatrice, una lucida assassina. Chi è in realtà la mamma di Santa Santa Croce Camerina?

<Veronica, una donna con un’anamnesi clinica particolare. Molto particolare. Domandarsi chi è Veronica è una domanda corretta. Una domanda che noi abbiamo sempre posto chiedendo una perizia psichiatrica. Una perizia psichiatrica che è stata fatta e dalla quale ne è uscita fuori una dizione che la vede come “tra color che sono sospesi”. La perizia parla di una donna che ha “tratti disarmonici della personalità”. È difficile comprendere questo concetto medico-psichiatrico. In materia forense mi sono permesso di dire “facciamo finta di trovarci davanti ad una orchestra con tutti i suoi componenti, e che ci sia qualche strumento scordato. Ovviamente il suono che ne verrà fuori non sarà un suono armonico, ma sarà un disarmonico, un suono che alle orecchie di un attento ascoltatore sicuramente striderà rispetto all’armonia che potrebbe avere un’orchestra”. Questo è il risultato dei periti del giudice. I consulenti della difesa, invece, hanno detto che Veronica non è una schizofrenica, né ha una patologia clinica nosograficamente orientata verso una malattia. Il suo è un disturbo grave di personalità del tipo istrionico e del tipo dipendente. Fino al 2005, ovvero fino a quando non è uscita la sentenza della Cassazione, l’incapacità parziale di intendere e di volere era collocabile soltanto se c’era una patologia clinica. Il concetto di disturbo della personalità, invece, viene introdotto nello stesso anno e viene specificato che se il disturbo di personalità è un disturbo deve essere valutato ai fini di una incapacità totale o parziale di intendere e di volere. Siccome il confine di Veronica oscilla tra il disturbo della personalità e il tratto disarmonico in maniera molto labile, abbiamo richiesto in appello una seconda perizia. I giudici in appello hanno deciso, però, di attendere prima di eseguire un’ulteriore perizia. Veronica è sicuramente una personalità complessa. È sicuramente una persona disturbata. È certamente una persona che ha degli elementi che non sono perfettamente accordati. Noi riteniamo che la disarmonia che c’è in questa musica, in questa orchestra, è una disarmonia grave sia sotto il profilo istrionico sia il comportamento che ha avuto, sia sotto il profilo dipendente perché è facilmente vulnerabile e quindi facilmente influenzabile dagli altri come riteniamo che sia Veronica avendo un comportamento che ha spinto la ragazza a non sapere reagire davanti a questo fatto e non sapersi opporre al suocero, per quello che lei ci narra, rispetto all’evento omicidiario. Questa è Veronica. Che sia lucida assassina riteniamo che questa lucidità non ci può essere di fronte alla disarmonia e di fronte al disturbo che noi abbiamo rilevato con i nostri consulenti. Veronica non è un essere freddo, determinato, cattivo e con indole omicida, perché mai nessuno delle persone sentite l’ha descritta come una persona cattiva, fredda, determinata e lucida assassina. Anzi è stata descritta come madre amorevole e attenta ai bisogni dei figli. Una persona diversa rispetto a quella descritta dai giudici. Una donna molto addolorata dalla perdita del figlio che ha pianto tanto prima di trovare una nuova dimensione del dolore all’interno del carcere>.

 

 

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