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Catania, pizzo in due discoteche per la “protezione” del clan: tre arrestati


News Sicilia: la formula è sempre la solita. Una somma fissa al mese per garantire che tutto fili liscio. E’ quanto sono stato costretto a fare il proprietario di due discoteche etnee, che avrebbero versato una quota di mille euro al mese al clan Cappello-Bonaccorsi per “non avere problemi” di sicurezza.

Le indagini della squadra mobile hanno permesso di risalire all’estorsione e ad arrestare tre emissari, accusati di estorsione continuata e aggravata. L’operazione è stata eseguita il 17 dicembre 2017, ma da allora le indagini sono proseguite.

Il primo uomo, Kristian Zappalà, esattore della cosca, sarebbe stato arrestato in flagranza di reato mentre incassava la tangente chiesta al proprietario dei due locali. La squadra mobile ha successivamente fermato Francesco Salvo, 29 anni, ritenuto il ‘mandante’ dell’estorsione e fratello di Salvatore Massimiliano, detenuto in regime, perché ritenuto il reggente del clan.

Il Gip ha convalidato il fermo ed emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi i fratelli Salvo. Secondo l’accusa, infatti, Francesco sarebbe subentrato nell’estorsione al fratello Salvatore Massimiliano, dopo il suo arresto avvenuto nel gennaio del 2017 nell’ambito dell’operazione Penelope.

Catania, pizzo in due discoteche per la “protezione” del clan: tre arrestati

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