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Caso Stefano Cucchi? Tutti “assolti”. Gli imputati festeggiano alzando il dito medio


cucchi-stefano-ansa-258Tutti assolti: Aldo Fierro, primario del reparto detenuti del Pertini, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite, Silvia Di carlo e Rosita Caponnetti, medici; Giuseppe Flauto, Elvia Martelli e Domenico Pepe, infermieri; Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici, agenti della Penitenziaria.

E’ questa la sentenza della Corte d’Appello di Roma dopo che, in primo grado, i giudici avevano condannato soltanto i medici per omicidio colposo.

Tutti assolti per “insufficienza di prove”. Questa la motivazione con cui la Corte d’Appello ha deciso per l’assoluzione dei sei medici, tre infermieri e tre agenti della penitenziaria imputati nel processo.

Parliamo della morte di Stefano Cucchi.

Correva il 15 ottobre del 2009 quando Cucchi veniva fermato dalla polizia penitenziaria dopo che era stato osservato mentre cedeva delle confezioni trasparenti ad un uomo in cambio di una banconota.

Cucchi venne portato immediatamente in caserma e perquisito. Venne trovato in possesso di 12 confezioni di hashish  (per un totale di 21 grammi), tre confezioni di cocaina, una pasticca di un medicinale (il geometra era epilettico) e una pasticca di sostanze inerte.

Per lui venne decisa la custodia cautelare. Quando entrò in carcere non aveva alcun trauma fisico e pesava 43 chilogrammi. Il giorno successivo, Cucchi, venne processato per direttissima.

Durante il processo il geometra romano 31enne aveva delle evidenti difficoltà a camminare e parlare. Sul suo corpo, soprattutto agli occhi, erano evidenti degli ematomi.

Nonostante Stefano Cucchi mostrasse delle condizioni nettamente precarie il giudice stabilì per lui una nuova udienza e stabilì che il geometra sarebbe dovuto restare in carcere, al Regina Coeli.

Le condizioni di Cucchi, dopo l’udienza, peggiorarono ulteriormente e il giovane venne visitato all’ospedale Fatebenefratelli. Lo stesso ospedale mise a referto lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso, all’addome e al torace. Nel referto si leggerà che Cucchi aveva una frattura della mascella, un’emorragia alla vescica e due fratture alla colonna vertebrale.

Viste le condizioni venne richiesto il ricovero ma il giovane stesso rifiutò tornando, quindi, in carcere.

Cucchi morì il 22 ottobre del 2009 all’ospedale Sandro Pertini.

La morte di Stefano Cucchi sconvolse l’Italia. Il personale carcerario negò di aver esercitato violenza sul giovane romano sostenendo, invece, l’ipotesi che il 31enne fosse morto a causa dell’abuso di droga o delle condizione fisiche precarie.

La famiglia di Cucchi, per fermare le illazioni, pubblicò alcune foto del giovane scattate all’interno dell’obitorio. Tutti, di certo, ricorderanno quel volto pieno di traumi ed ematomi dovuti sicuramente a violenze e percosse.

Un testimone ghanese dichiarò che Stefano Cucchi gli aveva detto di essere stato picchiato. Altri tre detenuti affermarono che Cucchi era stato selvaggiamente picchiato.

Oggi arriva l’assoluzione degli imputati.

“Mio figlio è morto un’altra volta. Questa sentenza è assurda” – afferma la madre di Cucchi mentre l’avvocato annuncia il ricorso in Cassazione.

E gli imputati? Cosa fanno per festeggiare la loro assoluzione? Mostrano “elegantemente” un dito medio verso la famiglia Cuccchi e gli amici del giovane presenti in aula.

Ci chiediamo solo, a questo punto, dove sia finita l’educazione e soprattutto: “la legge è davvero uguale per tutti?”.

Noi Stefano, vogliamo ricordarlo con un’immagine sorridente. Un’immagine che ritrae un semplice ragazzo di 31anni.

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