ULTIM'ORA

Buon Compleanno Eligia. Una donna che è entrata in punta di piedi, con il suo sorriso, dentro i cuori di tutti


Eligia Ardita Siracusa TimesNews Siracusa: otto lunghi mesi. Mesi dove abbiamo avuto modo di conoscere il sorriso di Eligia tramite mille testimonianze fotografiche. Mesi ne quali abbiamo avuto modo di confrontarci con papà Agatino, mamma Graziella, la sorella Luisa, il fratello Francesco, lo zio Fabrizio ed altri splendidi componenti della famiglia Ardita.

Una famiglia forte dove regna l’unione e il senso di appartenenza che oggi, purtroppo, si è perso. Una famiglia quella degli Ardita che ha vissuto una tragedia come quella della morte di Eligia e della piccola Giulia con estrema compostezza e dignità.

Di Eligia abbiamo apprezzato quel sorriso che mostrava in una foto, la prima diramata sul web dopo la tragedia, dove posava felice con dei colleghi. Poi abbiamo conosciuto Eligia da bambina. Eligia con un frangettone mentre posava felice per una classica foto ricordo a scuola. Abbiamo conosciuto Eligia felice il giorno della sua laurea. Eligia che sorrideva per aver coronato un sogno che ha portato avanti con passione e dedizione. Abbiamo saputo che Eligia studiava tanto ed era la prima della classe, quella che passava gli appunti a tutti i colleghi e li rasserenava nel periodo degli esami.

E abbiamo visto Eligia felice, il giorno del suo matrimonio. Quel matrimonio che tanto desiderava. Quel matrimonio con quell’uomo che le aveva stregato il cuore. L’abbiamo vista felice, Eligia, mentre stringeva tra le mani il bouquet di fiori e sorrideva a papà Agatino. Aveva lo sguardo pieno di speranze e sogni quella Eligia che è entrata dentro le nostre case con il viso contornato da dei boccoli neri e quel bellissimo abito da sposa.

Un abito bianco come la neve quello di Eligia. Un abito che ha desiderato fortemente. Perché lei, Eligia, quell’uomo lo amava davvero.

Era negli occhi di Christian Leonardi che aveva trovato la sua isola felice. Quel ragazzo che abitava proprio nel palazzo di fronte al suo. Quel ragazzo poco più grande di lei che le aveva fatto battere il cuore.

Quello stesso ragazzo che nei suoi confronti non ha mostrato amore. Quell’uomo che la notte del 19 gennaio 2015 l’ha uccisa all’interno della propria abitazione. Una casa che Eligia aveva costruito con amore, sacrifici e dedizione. Una casa che Eligia amava e che vedeva come la sua pace. Il mondo che aveva voluto fortemente costruire con Christian. Lo stesso Christian che quella notte, quando Eligia ormai all’ottavo mese di gravidanza lamentava la continue uscite notturne, non ha esitato ad alzare le mani su di lei. Pugni. Pugni in testa e poi, per soffocare la voce, una mano per tappare la bocca, per sempre.

I dettagli, ormai, sono scritti in mille pagine di cronaca aretusea e non. E dei dettagli non parleremo. Perché questo è un semplice ricordi di Eligia. Quella futura mamma attenta che accarezzava il pancione in attesa di poter abbracciare la sua bambina, Giulia. Quella mamma che, con gli occhi tristi, si toccava la pancia mentre mostrava un occhio nero, frutto delle percosse che quell’uomo perpetrava sul suo corpo.

Di Eligia, oltre a mille foto e ricordi, oggi resta solo una lapide. Una lapide con il suo volto sorridente e quello della piccola Giulia. Una lapide dove la famiglia posa il proprio dolore. Eligia non tornerà mai più. Eligia che, in otto mesi, è entrata dentro le case di tutti i siracusani diventandone parte integrante. Eligia che riposa per sempre, vittima dell’ennesimo scempio. Vittima dell’orrore della violenza domestica. Vittima del Femminicidio. Eligia morta, ammazzata, nel nome dell’amore. Quell’amore nel quale ha creduto ed ha costruito la sua vita che l’ha tradita inesorabilmente.

Oggi “mamma” Eligia avrebbe compiuto 37 anni. Oggi “mamma” Eligia avrebbe festeggiato tenendo stretta la sua bambina e soffiando, insieme a lei, quelle 37 candeline.

E nel nome di Eligia, quest’oggi, nella chiesa del Pantheon, alle ore 18.30, si terrà una funzione religiosa per ricordarla. Una funzione fortemente voluta dalla famiglia. Un momento di preghiera e raccoglimento per ricordare Eligia, Giulia e la loro morte assurda.

© Riproduzione riservata


Articoli correlati: