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Augusta, trasferimento del barcone del naufragio del 18 aprile 2015 a Milano. Il “Comitato 18 aprile”: “Utilizzare quei 600 mila euro per salvare vite umane”


News: sta suscitando non poche polemiche l’emendamento alla legge finanziaria della deputata PD, on. Lia Quartapelle ed altri, presentato ed approvato in Commissione Difesa e adesso in commissione Bilancio  alla Camera per autorizzare il Ministero  ad impiegare 500mila euro per il trasferimento, dal porto di  Augusta a Milano, del barcone affondato davanti alle coste libiche il 18 aprile 2015 ed in cui morirono circa 700 migranti.

“Sorvolando sulle difficoltà tecniche di trasferire un relitto di queste dimensioni da Augusta a Milano , ci preme qui richiamare i dati principali di questa vicenda, poiché ci sembra che da una parte se ne disconoscano gli aspetti e, dall’altra, si tende ad ignorare la proposta e  la voce della collettività locale più sensibile ed impegnata sul fronte dell’accoglienza che, ancora una volta, si è fatta sentire alta durante la “Giornata Interistituzionale del  Migrante” svoltasi ad Augusta lo scorso 15 novembre nella chiesa di San Giuseppe Innografo”.

Come si sa, il barcone, a conclusione delle complesse operazioni di recupero, giunse nel porto di Augusta il 30 giugno del 2016 per la pietosa opera di rimozione e riconoscimento delle centinaia di salme che imprigionava al suo interno.

Negli stessi giorni, per iniziativa dei parroci, della CGIL, di Legambiente e di persone sensibili ed impegnate sul fronte delle migrazioni, si costituì il “Comitato 18 aprile”, con lo scopo di serbare la memoria del tragico naufragio del 2015 e per sostenere ed alimentare la solidarietà che gli abitanti di Augusta hanno dimostrato e dimostrano nei confronti di chi è costretto a lasciare il proprio paese. Promuovere la cultura dell’accoglienza, fare informazione e confrontarsi sia localmente sia con altre e diverse realtà sulle migrazioni – fenomeno storico e non più di emergenza – sulle sue cause,  sulla prioritaria necessità di tutelare i diritti umani, sulla convivenza, sullo stato delle cose e sulle politiche adottate nel nostro Paese ed in Europa, sono alcuni degli obiettivi che il “Comitato 18 aprile” si propone di perseguire.

Quale segno emblematico della conservazione della memoria e della volontà di praticare la solidarietà, il Comitato 18 aprile ha ripetutamente chiesto ai Presidenti del Consiglio che si sono succeduti, -due le note ufficiali inviate il 14 agosto 2016 e il 21 dicembre 2016-  ai ministri competenti ed alle istituzioni locali che il relitto del peschereccio – ancora oggi ospitato all’aperto nella base della Marina Militare al pontile NATO nel porto di Augusta – non sia né demolito né trasferito altrove, ma  che qui rimanga e che sia collocato in un’area dove intendiamo realizzare un “Giardino della Memoria” dedicato alle vittime delle migrazioni.

“Questa nostra richiesta ha trovato la simpatia di tanti e l’aperto sostegno del Sindaco di Augusta che l’ha condivisa e formalmente perorata alle Istituzioni competenti che però non hanno finora risposto, neppure con un diniego. Come interpretare questo sconcertante silenzio? Adesso arriva l’emendamento  che autorizza, “in favore del Ministero della difesa, la spesa di 600.000 euro per l’anno 2018 per le operazioni di messa in sicurezza, trasporto e installazione presso l’Università degli studi di Milano del relitto del naufragio avvenuto il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia”.

 

Ad un anno e mezzo di distanza dall’ingresso nel porto di Augusta del barcone  – da dove da gran tempo sono state rimosse le salme -, cadute nel dimenticatoio le grandi dichiarazioni di principio degli esponenti di governo ed i loro progetti di portare il relitto del barcone a Bruxelles, insistiamo nel chiedere di non privare Augusta – da quasi un lustro prima città in Italia per numero di sbarchi di migranti – di questo simbolo del fenomeno più drammatico dei nostri tempi e segno di rispetto per le vittime. Senza spese per il bilancio dello Stato e utilizzando meglio quei 600mila euro per salvare vite umane nel Canale di Sicilia, lo si collochi qui, nel  “Giardino della Memoria”, a testimonianza del drammatico evento del 18 aprile 2015 e di altre simili tragedie che continuano a susseguirsi.

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