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Augusta si ferma per la mobilitazione generale. Il sindaco di Melilli: “Pronti a bloccare la zona industriale”


News Augusta: lo hanno dimostrato, ieri, a gran voce i partecipanti alla marcia per difendere il Porto di Augusta. Un coro unanime contro la volontà di istituzionale di privilegiare Catania ai danni della provincia. Sindacati, sindaci e Assoporto si sono recati alla Porta Spagnola e li, insieme a tutti i manifestanti, hanno raggiunto piazza Duomo. E il giorno dopo non si ferma la protesta, e il sindaco di Melilli, Giuseppe Cannata, è pronto a bloccare la zona industriale se necessario.

“Se il decreto non sarà rivisto e Augusta non tornerà sede dell’Autorità portuale, potremmo bloccare la zona industriale e questo avrebbe ripercussioni anche sul traffico aereo e marittimo che, inevitabilmente, resterebbe paralizzato”. Ad annunciare la clamorosa azione di protesta, durante la mobilitazione generale di ieri nella cittadina megarese, è stato il sindaco di Melilli, Giuseppe Cannata. Che precisa: “La nostra non è una minaccia, ma una legittima reazione ad uno scippo assurdo, inaccettabile, che calpesta la legge. Augusta è porto Core su decisione dell’Unione Europea e non può digerire uno smacco come quello del trasferimento della Port Authority a Catania. Non ci arrenderemo di fronte ad una prospettiva che metterebbe in ginocchio, dal punto di vista economico e sociale, la provincia di Siracusa. E’ evidente che – spiega Cannata – bloccando i rifornimenti di carburante, aerei e navi non avranno la possibilità di partire dalla città etnea. Qui si sta giocando con il futuro delle nostre generazioni e non ce lo possiamo permettere”.

Rabbia nelle parole di Cannata, soddisfatto per la buona riuscita di una manifestazione alla quale hanno partecipato migliaia di cittadini, oltre naturalmente alla deputazione nazionale e regionale e a buona parte dei sindaci della provincia di Siracusa. “Quella provincia che – continua – con i Comuni di Melilli, Priolo e Augusta, su cui insiste la zona industriale ha permesso per quasi 70 anni all’Italia di  incrementare il Pil e dunque la ricchezza generale e allo Stato di incassare le risorse derivanti da tasse e imposte. Noi abbiamo sacrificato una ventina di chilometri delle nostre coste per l’insediamento industriale e ora che questo settore è in crisi e avrebbe bisogno di far leva sul porto di Augusta (il cui piano regolatore è stato approvato da poco) per riprendersi, ci viene fatto questo sgarro.  Continueremo a lottare tutti insieme e, mi auguro, a prescindere dalle differenze politiche, per difendere gli interessi del nostro territorio”.

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