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Augusta “scippata” dell’Autorità Portuale con un decreto ministeriale. Le reazioni della Politica


rsz_porto_augustaNews Augusta: Autorità di sistema  portuale  del Mare di Sicilia orientale,  la sede a Catania? L’ Assoporto Augusta convoca un comitato straordinario per venerdì mattina. Alla luce delle indiscrezioni giornalistiche apparse oggi  sulla stampa relativamente alla firma del decreto con cui il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio avrebbe stabilito che la sede della futura Autorità di Sistema portuale del Mare della Sicilia orientale sarà a Catania e non ad Augusta, unico porto “core” della Sicilia, il presidente dell’Assoporto Augusta Marina Noè ha convocato per domani mattina, 27 gennaio, alle 11, 30 un comitato straordinario nella sede di via Capitaneria, ad Augusta

“Unico caso in Italia, Augusta, porto Core, non sarà Autorità Portuale, mentre Catania, unico caso in Italia, pur non essendo porto Core, sarà Autorità Portuale – Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS – . Di fronte a un provvedimento così iniquo, così ingiusto e così insopportabile da digerire, sento tutto il disgusto umano e politico che si può provare quando la Legge viene calpestata da chi la dovrebbe fare rispettare, quando la Legge viene derisa, quando la Legge viene stuprata e violentata da chi, invece, dovrebbe adoperarsi affinché ciò non debba mai accadere. Disgustato, offeso, umiliato e ferito come la mia Terra, che dal Governo regionale e dal Governo nazionale ha subito l’ennesimo schiaffo, l’ennesimo torto.Sappia chi oggi plaude a questa evidente operazione di ingiustizia che oggi è il giorno della memoria, è il giorno in cui le vittime hanno avuto la meglio sui carnefici”.

“Non è umiliando la nostra provincia che la vicina provincia di Catania potrà trovare ricchezza, potere economico e splendore.Invito, quindi, i cittadini tutti a mobilitarsi, a ribellarsi e ad opporsi a questo atto di arroganza politica, perché – ha proseguito l’On. Vinciullo – sia chiaro che non solo protesteremo e contesteremo, ma non ci sarà giudice in Italia a cui non chiederemo giustizia, a cui non chiederemo il rispetto della Legge, a cui non chiederemo l’applicazione delle norme comunitarie e nazionali, perché sappia il Ministro Delrio che nel nostro Paese non vi è alcuno che possa definirsi “legibus solutus”, cioè al di sopra delle Leggi e del Diritto. Anche noi – ha concluso l’On. Vinciullo – come il mugnaio di Berlino, troveremo un giudice che ci darà ragione, che riporterà il diritto leso e che alla fine farà trionfare la giustizia”.

“Esprimo tutta la mia delusione per la scelta di attribuire a Catania la sede della Autorità portuale del mare di Sicilia orientale – così Sofia Amoddio deputato nazionale PD -. Ho seguito la vicenda porto di Augusta dal primo momento, interfacciandomi innumerevoli volte con il Ministero e ricevendo sempre risposte tranquillizzanti, ma qualcosa è cambiato negli ultimi giorni in favore di Catania”. “Le responsabilità sono ben chiare e non possono essere attribuite ai deputati che si sono adoperati per fare in modo che l’autorità portuale venisse destinata ad Augusta”. “La responsabilità di questo scippo ai danni di Augusta è del presidente della Regione Rosario Crocetta che ha forzato la mano e scelto inspiegabilmente Catania. La legge prevede che la sede della Port Authority debba essere individuata nel porto Core, quindi Augusta, ma prevede anche l’intesa vincolante con la Regione. Il Presidente Crocetta ha volontariamente ignorato le caratteristiche dello scalo megarese, il suo ruolo di principale porto petrolifero italiano e la sua centralità lungo le rotte del traffico internazionale del Mediterraneo e adesso dovrà renderne conto ai cittadini della provincia di Siracusa. Di fronte al parere vincolante di Crocetta, il Ministero – che si era sempre dimostrato favorevole alla scelta di Augusta – ha dovuto mediare per affidare per i primi due anni l’Autorità portuale a Catania e per i successivi due ad Augusta, evitando così uno stallo che avrebbe danneggiato tutti perché avrebbe mantenuto il commissariamento. Confido che il presidente Crocetta chiarisca pubblicamente quanto prima le ragioni di questa scelta scellerata e spieghi ai cittadini siciliani per quale motivo continui ad avvantaggiare le città metropolitane a discapito delle altre aree della Regione”.

Commenta così Assoporto: “la decisione del ministro Del Rio di affidare per i primi due anni la sede dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Orientale a Catania rappresenta l’ennesima conferma della scarsa considerazione che la politica ha del porto di Augusta. Sono  da rilevare due punti basilari di questa vicenda che appare in tutta  la sua contraddizione.  Il primo punto è squisitamente tecnico : Augusta è l’unico Porto Core  della Sicilia e fa parte della Rete europea Ten-T.  Il porto di Catania non rientra in nessuna delle due classi di merito europee che sono assegnate dalla Comunità europea per motivi tecnici, lontano dalle logiche tipiche delle “parrocchie” politiche nazionali e regionali. Il ministro, che fino a qualche mese fa aveva affermato che la sede legittima, così come da riforma, sarebbe stata Augusta sembrerebbe sconfessare se stesso e le valutazioni europee, forse per accontentare l’area politica di cui fa parte, lungo l’asse Roma-Palermo-Catania”.  

“Come Assoporto respingiamo  questa  forzatura dell’ultima ora che crea un vistoso precedente che va contro ogni logica. Nelle prossime ore chiederemo alcuni incontri  per far sentire tutta la contrarietà di questa decisione che appare come un chiara volontà di completare un piano studiato a tavolino ai danni del porto di Augusta. Appare chiaro che dopo la presidenza Garozzo, che ha avuto il merito di far rientrare Augusta nelle reti Ten –T (corridoi europei dei trasporti), ma anche di essere l’unico porto  “core” per la Sicilia, destinatario di ingenti finanziamenti europei con corsia preferenziale,  il porto Megarese è stato “mantenuto” sotto  un commissariamento che forse  aveva lo scopo di non portare a termine le realizzazioni delle infrastrutture finanziate e in parte appaltate. Prima con il commissario Enrico Pujia, direttore generale del ministero dei trasporti (11 mesi),  continuando con Alberto Cozzo (18 mesi) e con l’attuale Antonio Donato (8 mesi), a cui bisogna aggiungere altri 21 mesi di commissariamento tra la presidenza Spano e Garozzo. Circa  5 anni di commissariamento su 16 dall’istituzione (12/4/2001)”.  

“Il porto di Augusta per estensione e per numeri di movimentazione merci non può essere  certo paragonato a quello di Catania, che rimane limitato per quanto riguarda la superficie operativa e dello specchio acqueo.  Basti pensare  che  la Rada Megarese potrebbe contenere circa tredici volte la superficie del porto di Catania. Anche se città Metropolitana,  la città etnea non può competere con Augusta. Se sarà necessario metteremo in atto iniziative anche clamorose per avere giustizia di una decisione che troviamo  errata e incomprensibile”.  

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