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Augusta. Naufragio 18 aprile: firmata una mozione consiliare per impedire il trasferimento del relitto a Milano


Il relitto, inabissatosi nell’aprile 2015 al largo delle coste della Libia, recuperato dalla Marina militare nell’ambito dell’operazione Melilli 5 voluta dalla Presidenza del Consiglio, 14 luglio 2016. ANSA/ ALESSANDRO RICUPERO

Augusta. Il barcone naufragato due anni fa lungo il Canale di Sicilia che ha causato una vera e propria ecatombe dove persero la vita più di 700 migranti, continua a far parlare si sé.

Recuperato dopo un anno dal giorno della terribile strage avvenuta lo scorso 18 aprile 2015, con una complessa operazione disposta dal Governo Italiano, poi trasportato nella base della Marina Militare di Augusta dove tuttora risiede dal 30 giugno 2016.

Oggi dopo l’approvazione dell’emendamento alla legge finanziaria da parte della Commissione Difesa e dalla Commissione Bilancio alla Camera per autorizzare il Ministero ad impiegare 600mila euro per il trasferimento del barcone dal porto di Augusta a Milano, il Comitato 18 aprile non ci sta e continua a battersi per evitare che un’idea simile possa seriamente concretizzarsi.

«Pieno sostengo al Comitato 18 aprile – ha dichiarato Giancarlo Triberio, consigliere comunale di Augusta Articolo1 Mdp Liberi e Uguali – che  si batte per mantenere ad Augusta il relitto del barcone del naufragio di migranti del 18 aprile 2015, da un anno ospitato al pontile Nato della Marina militare, per evitare che si concretizzi la scellerata decisione del Governo nazionale di spendere 600 mila euro di fondi pubblici per trasferire il relitto a Milano».

Ieri, infatti, il consigliere comunale Giancarlo Triberio a firma congiunta con il consigliere Francesco Lisitano, di Articolo 1 Mdp Liberi e Uguali, ha protocollato una mozione consiliare con la quale  l’amministrazione comunale  si impegna a dare un seguito immediato e concreto agli intendimenti espressi nella  lettera inviata al Governo di sostegno all’azione del Comitato  chiedendo  al presidente del Consiglio e ai ministri della Difesa e dell’Interno un incontro formale con una delegazione composta dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale e dal Comitato 18 aprile.

«Al fine di meglio rappresentare che la volontà di questa comunità – ha aggiunto Triberio –coincide  con le finalità governative in tema di immigrazione molto più di un decontestualizzato museo a Milano, nonché a coinvolgere formalmente il Presidente della Regione Siciliana e l’Assessore Regionale alla Cultura al fine di sostenere le richieste di questo Comune affinché il relitto rimanga ad Augusta come arricchimento del patrimonio museale della città, e culturale dell’intera Regione, quale elemento significativo e fondante di quel “Giardino della Memoria” posto a presidio e testimonianza delle tragedie delle persone migranti, oltre che segno di rispetto per le vittime e dall’alto valore didattico per le nuove generazioni che si troveranno a crescere nel multiculturalismo».

«Riteniamo che la scelta del Governo nazionale di trasferire il barcone a Milano sia assurda, contro ogni logica e buon senso e – ha continuato Triberio – dimostri, in pieno, tutta  la contraddizione  del Governo nazionale che, da un lato,  impone ad Augusta la costruzione di un hotspot per migranti dentro il porto commerciale,  nonostante le lamentele degli operatori portuali, dall’altro non ritiene giusto accogliere le legittime richieste del Comitato 18 aprile, mortificando le aspettative di un territorio e  di una comunità,  che da anni mette in atto concretamente l’accoglienza ai migranti, soprattutto ai più vulnerabili come i minori non accompagnati. Quello stesso Governo nazionale che dal 2013, dall’operazione “Mare nostrum” ha individuato, dall’oggi al domani,  il porto di Augusta come il primo punto di sbarco di migranti in Italia adesso umilia quello stesso territorio preferendo spendere 600 mila euro di soldi pubblici per spostare il relitto del barcone  a migliaia di chilometri di distanza dal luogo del naufragio e anche dai cimiteri siciliani in cui riposano i resti dei circa 700 sfortunati migranti  rimasti intrappolati nel relitto».

«Riteniamo che  questa operazione del Governo – ha concluso Triberio – sia stata pensata per appoggiare le velleità professionali di una dottoressa milanese, che presiede  il laboratorio di Antropologia e odontologia forense (Labanof) dell’Università degli studi di Milano a spese di tutti e contro il territorio siciliano e megarese in particolare, con la complicità chiara anche del Pd siciliano. Nell’interpellanza urgente presentata al ministero della Difesa  del 27  novembre 2017 con cui 39 deputati del Pd  chiedono al ministero della Difesa se non intenda accogliere, in quanto “ spicca per concretezza”, “la proposta di riconversione avanzata dall’Università degli studi di Milano” che ha messo a disposizione degli spazi per un’installazione monumentale dell’imbarcazione presso il complesso di via Golgi, nel quartiere Città studi,  figurano  anche le firme del segretario regionale del Pd Sicilia, Fausto Raciti e di altri quattro esponenti del Pd siciliano.

E’ allora ci chiediamo: è questo il modo in cui il Pd siciliano difende il suo territorio preferendo  “sponsorizzare” una richiesta di un museo che arriva dalla lontana Milano, espressione di certo dell’area politica vicina all’ex Premier Renzi e non, invece, condividere e sostenere l’operato di un comitato composto da Cgil, Chiesa e Legambiente che ha chiesto di poter  istituire con il barcone   un “Giardino della Memoria” nell’ex chiesa di Monte Tauro che costituirebbe, allo stesso tempo, un simbolo forte della volontà di questa città a non dare spazio alcuno a derive razziste o xenofobe, nonché un inequivocabile messaggio di umana solidarietà, agevolmente comprensibile da chi proviene da luoghi e culture lontani, che favorirebbe il loro percorso di integrazione

Una decisione, quella del Pd siciliano,  in contraddizione  con la decisione di  una  deputata siracusana dello stesso partito, l’onorevole Sofia Amoddio  che il 16 giugno 2017 ha  presentato un’interrogazione al Presidente del consiglio e al ministro dell’Interno per saper “se avessero ricevuto le richieste  del comitato 18 aprile e se intendessero fornire un riscontro positivo” alle richieste. Contrariamente all’interpellanza dei 39 deputati del Pd e di  cui è prima firmataria  l’onorevole milanese Quartapelle, a cui ha fatto seguito appena qualche settimana dopo  l’accoglimento dell’ emendamento -prima in commissione Difesa e Bilancio e poi nella Finanziaria  2018- dei 600 mila euro necessari a trasferire il barcone  a Milano, a distanza di sei mesi non risulta che il Governo abbia ancora risposto all’interrogazione dell’onorevole Amoddio. Come a voler dire che per il  Pd esistono due pesi e due misure».

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