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Chiuse le sale operatorie del “Muscatello” per mancanza di anestesisti, Cgil: “sanità augustana al collasso”


immagine di repertorio

News Augusta: una “sanità augustana al collasso” e di una situazione “paradossale e grottesca”. Gridano all’allarme la Cgil con il segretario provinciale, Roberto Alosi, e il responsabile Funzione Pubblica, Franco Nardi. I commenti seguono la conferma ricevuta dal sindacato questo sabato mattina circa la chiusura delle sale operatorie del “Muscatello” per mancanza di anestesisti. Il personale in forza infatti non opererebbe più, uno per cessazione dell’incarico a tempo determinato, l’altro perché in quiescenza. In una nota congiunta, il sindacato fa sapere: “Si assicurano pertanto le sole emergenze con grave pregiudizio per la popolazione di Augusta che si vedrebbe costretta a migrare verso altre strutture, piuttosto che avere garantito un elementare diritto all’assistenza sanitaria“.

Camera del lavoro, Cgil e Fp Cgil accusano il “management aziendale che non è stato in grado di programmare in tempo utile le necessarie risorse umane per fronteggiare tale carenza“, e “l’immobilismo anche della classe politica regionale e provinciale circa l’emergenza sanità nella nostra provincia, colpevole ancora di non avere concluso l’iter per la definizione della nuova rete ospedaliera, grazie alla quale è possibile sbloccare i concorsi previsti per la copertura dei posti vacanti nelle dotazioni organiche“.

“Suonano come una beffa  aggiungono – le assicurazioni ricevute da tutti i soggetti coinvolti in tale importante vicenda, direttore generale, assessori e deputati regionali allorquando si afferma che l’ospedale di Augusta diventerà il polo di eccellenza oncologico e centro di riferimento regionale per la cura delle patotogie da amianto, se poi ancora oggi non si è in grado di garantire sufficienti livelli di assistenza alla popolazione augustana“.

La Cgil non starà a guardare e non permetterà che – concludono – ancora una volta i cittadini di Augusta debbano pagare un prezzo così elevato per responsabilità gestionali e irresponsabilità della classe politica, che dovrebbero perseguire quale priorità il mantenimento di standard di efficienza e di qualità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ospedaliere e territoriali“.

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