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“Amianto: strage invisibile e silenziosa in Sicilia”. I dati allarmanti dell’ONA rilevati a Siracusa e nel polo industriale di Augusta-Priolo


News: Strage di lavoratori in Sicilia. Il grido di allarme è lanciato ancora dall’Osservatorio Nazionale Amianto che ha posto in mora il Presidente della Regione Sicilia, On.le Rosario Crocetta, per la mancata attuazione della Legge Regionale Siciliana n. 10 del 2014, avente ad oggetto “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivati dall’amianto”. L’Isola è una delle aree più interessate dal picco delle patologie da amianto, per cui la Regione Sicilia e tutte le altre istituzioni potranno essere citate in giudizio con richiesta di risarcimento danni, per la mancata attuazione delle norme della Legge Regionale.

Le cifre parlano da sole. Più di 100 casi di mesoteliomi all’anno registrati dall’ONA, (Osservatorio Nazionale Amianto), soltanto nell’Isola, che raggiunge la percentuale di 5,3 % su base nazionale. Nelle zone di Gela, Siracusa, Ragusa, Messina, nel polo industriale di Augusta – Priolo e nell’area della Valle del Mela e di Palermo, i dati sono inquietanti. Circa tremila unità, tra edifici e complessi industriali contengono amianto. Un fenomeno che in progressione che porterà, purtroppo, a nuove diagnosi e quindi nuovi decessi per patologie asbesto correlate. Lutti e tragedie che continueranno a scuotere l’isola, posta nel cuore del Mediterraneo.

La contaminazione è silenziosa e inesorabile, e tale situazione è aggravata dalla mancata attuazione della Legge Regionale Siciliana dovuta all’iniziativa del parlamentare Giuseppe Gianni, il quale fu uno dei primi a presentare tale proposta attraverso il DDL 306, poi trasformato nella Legge 306.

Non risulta attuata anche la Legge 8 del 17.05.2016 (Disposizioni per favorire l’economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie), la quale aveva integrato la normativa imponendo l’obbligo di adozione per i comuni siciliani del piano comunale amianto entro 3 mesi dall’adozione, da parte della Regione Sicilia, del piano di protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.

I numeri della strage. Mesoteliomi dal 1998 al 2014 = 1286 casi, dei quali circa 450 nel solo periodo dal 2009 al 2014, da cui emerge un trend in aumento (Fonte RENAM – incidenza del 5,3%, e negli ultimi anni pari al 7% rispetto al dato nazionale – e rilevazioni ONA);

Tumori polmonari: si stima che almeno 200 decessi l’anno, siano causati da tumori polmonari provocati dall’esposizione ad amianto.

Altre patologie asbesto correlate: tumori del tratto gastrointestinale (tra cui laringe) e alle ovaie, e patologie fibrotiche con complicazioni cardiovascolari (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici): si stimano circa 300 decessi l’anno.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha proposto e propone: bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da amianto, per evitare le future esposizioni, che aumentano il rischio per coloro che sono stati già esposti, e aumentano il numero degli esposti e quindi la platea delle potenziali vittime (prevenzione primaria) creazione di un centro di riferimento per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate, anche con l’istituzione del centro di riferimento presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. Istituzione del registro degli esposti e verifica periodica delle condizioni sanitarie (prevenzione secondaria); prepensionamento per i lavoratori esposti ad amianto. Costituzione di rendita, prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che hanno ricevuto diagnosi di patologie asbesto correlate. Risarcimento danni per le vittime. Rilevazione di tutti i casi di patologie asbesto correlate per calcolarne l’incidenza e la mortalità, anche in riferimento al sinergismo con altri agenti cancerogeni (prevenzione terziaria).

Gli strumenti normativi: legge regionale n. 10/2014: è necessario che venga data attuazione alle norme ivi contemplate, come strumento fondamentale di ausilio per condurre e vincere la battaglia di tutela della salute e dell’ambiente, di legalità e giustizia, nell’Isola. E’ necessario un intervento dello Stato a sostegno della Regione Sicilia, che dovrà dare attuazione alla legge n. 10/14: è necessario creare le c.d. ‘zone franche’ con un livello di tassazione inferiore, ovvero con agevolazioni fiscali, per coloro che decidono di investire nei territori del c.d. ‘triangolo della morte’, e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa.

“Il continuo aumento del numero dei casi di patologie asbesto correlate e purtroppo dei decessi, in Sicilia, come in Italia, ci porta ad insistere affinchè, almeno nell’Isola, venga data applicazione alla L. n.10/2014, rimasta ancora in larga parte inattuata, con grave pregiudizio per le popolazioni colpite, con particolare riferimento al c.d. ‘triangolo della morte’ e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa, e in altri territori come Messina, Palermo, Catania. Nessun angolo della Sicilia è risparmiato da lutti e tragedie. Chiediamo l’immediata istituzione del Centro di riferimento regionale per le patologie asbesto correlate presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, così come stabilisce la Legge Regionale, perché in caso contrario passeremo alle vie legali, con azioni nei confronti della Regione Sicilia e del Governo Nazionale, con richiesta di risarcimento danni”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

 

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