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Siracusa. Accorpamento Camere di Commercio, individuate le soluzioni per salvaguardare il territorio


Camera di Commercio Siracusa Times

News Siracusa: “Protagonisti del nostro territorio”. La Camera di Commercio al centro del sistema produttivo locale (leggi qui). Sospensione, a seguito della legge Madia, di tutti gli accorpamenti in Sicilia così come avvenuto nel resto d’Italia. Inviare l’annunciato “Super Commissario” da parte della Regione Sicilia e che la Commissione attività produttive e Presidenza, si faccia carico di un incontro al MISE e in Conferenza Stato/Regioni per prendere atto della decisione di revoca della delibera di accorpamento con Catania e Ragusa assunta dal consiglio camerale di Siracusa in data 16/06/2016, organo democraticamente eletto e, nel momento della decisione, nel pieno delle sue funzioni. Queste sono le richieste delle associazioni Confindustria, Cna, Sicilia Imprese, Confartigianato, Claai, Confagricoltura, Cia, Confesercenti, Assoimprese, Confocooperative, Legacoop, Agci, Cisl, Uil, Ugl, Unione Consumatori, e alcuni ordini professionali. Queste intendono, infatti, con l’incontro di oggi coinvolgere tutto il territorio a cominciare dai Sindaci sui cui territori lavorano e producono le migliaia di imprese e poi la rappresentanza dei Deputati regionali e nazionali, oltre alle associazioni, agli ordini professionali per chiedere al Parlamento Siciliano, al Governo Regionale e al Governo Nazionale. 

La vicenda degli accorpamenti  in Sicilia ha inizio dalla riduzione del diritto camerale, approvato dal Governo Renzi nel 2014 nell’ambito dei provvedimenti finalizzati al riordino della Pubblica Amministrazione. Al fine di superare la conseguente crisi funzionale del sistema camerale e avviare così economie di scala Unioncamere Nazionale propone, all’inizio del 2015, di avviare accorpamenti di camere con una dimensione territoriale pari a 120 mila imprese, riducendone fortemente la presenza sui territori. Solo poche Camere in Italia seguono l’invito. A seguito della nuova Legge Delega, infatti, quasi tutte le Camere di Commercio in Italia bloccano le procedure di accorpamento volontarie ed aspettano le norme attuative della legge Madia; la Camera di Siracusa ad esempio può scegliere, secondo le nuove direttive, sia di stare con Catania e Ragusa sia di accorparsi esclusivamente con Ragusa.

Il sistema produttivo di Siracusa  è a livello di eccellenza in tutti i suoi settori,e le imprese ed i lavoratori che ne sono elementi fondanti e qualificati, non possono essere mortificati e sacrificati per soddisfare piccoli interessi personali. Per queste ragioni le associazioni non sostengono singole persone o specifici interessi ma il sistema produttivo locale, di cui la Camera di Commercio è il centro,  e sostiene le eccellenze del nostro territorio che è  di più e ben oltre la becera rappresentazione che qualcuno vuole dare .

“Il nostro sistema produttivo fatto – scrivono in una nota congiunta – sorretto da un sistema di infrastrutture di prim’ordine (escluse le ferrovie che vanno innovate) con ben due porti nella stessa provincia che fanno parti delle Reti Europee Ten T con Augusta che appartiene al livello CORE e Siracusa a livello globale”.

“Infrastrutturazioni che ancorché da sviluppare è meglio organizzare ,permettono alla provincia di essere tra le prime d’Italia per merci  spedite all’estero. Tra le infrastrutture sono da contare anche quelle di servizio che garantiscono sviluppo e sostenibilità nel tempo che pochi altri territori hanno ,basta pensare al rifornimento idrico grazie al biviere  di Lentini e l’impianto di depurazione reflui industriali e d urbani tra i più grandi ed efficienza d ‘Europa. Nonostante ciò la costituenda Camera di Commercio mortifica il territorio di Siracusa eliminando  la rappresentanza del  settore “Commercio Estero “solo perché  a Catania è quasi assente.

“In tale ottica, per primi, abbiamo pensato alla costituzione di un’area vasta per la Sicilia Orientale.L’idea  nata a Siracusa ,poi esportata altrove, doveva essere un accordo di tipo pattizio dove ogni singolo territorio partecipava con le proprie caratteristiche per esaltarne gli aspetti positivi e ridurre le vulnerabilità ,nel rispetto delle regole e con obiettivi di crescita comune che però si sono rivelati un grande imbroglio,  un confronto con chi  fa del disprezzo delle regole la missione prioritaria del proprio agire.

“Appurato –proseguono le associazioni nella nota – che il modello di accorpamento previsto da Unioncamere non risponde né ai principi della legge Madia né alle logiche territoriali, preoccupante è stata e continua ad essere, per certi versi, anche la condotta fin qui svolta  dal Commissario ad acta nominato per l’unificazione, il dottor Alfio Pagliaro. Il Commissario inizia infatti le procedure senza coinvolgere il Consiglio Camerale in carica, organizzando volutamente la corsa ai seggi in maniera assolutamente scorretta e tale da falsare il risultato finale, non rispetta  le regole e le normative del Mise e di Unioncamere, omette persino di fare i dovuti controlli sulle imprese e sulle associazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con associazioni fasulle segnalate su Siracusa e Catania con migliaia di imprese socie e decine di imprese che disconoscono l’adesione a quelle associazioni sul territorio aretuseo e catanese. Come naturale conseguenza a queste irregolarità vengono presentati numerosi ricorsi alla Regione, al Ministero, al Tar e alla Magistratura.

“Il territorio di Siracusa, attraverso il Libero Consorzio dei Comuni e la Camera di Commercio possiede due quote della Società  e non può, in nessun caso, essere ignorato o sottostimato. Mentre non appare di alcun interesse qualunque discorso legato alle poltrone o agli incarichi, si ritiene imprescindibile la necessità di non lasciare inascoltate le esigenze di un territorio importante e strategico come quello di Siracusa. Nell’ipotesi di approvazione della privatizzazione  – concludono –  le eventuali risorse derivanti dall’operazione potrebbero, con assoluta tranquillità, garantire l’autonomia e la sostenibilità economica della Camera di Commercio di Siracusa, incluso il mantenimento degli ex funzionari e dirigenti in pensione, rispettando così gli oltre 150 anni di storia dell’ente camerale aretuseo2.

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