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A Siracusa la “buona scuola” cade a pezzi, le condizioni del “Raiti” preoccupano i genitori: è polemica politica


raiti_scuola-_siracusatimes-1News Siracusa: la buona scuola di Renzi cade a pezzi, letteralmente. L’istituto comprensivo “Salvatore Raiti”, non ha potuto inaugurare il suo anno scolastico causa il pericolo strutturale di un tetto del plesso, e la sua messa in sicurezza (leggi qui). I lavori sono cominciati ufficialmente ieri, proseguiranno a oltranza nel weekend fino a lunedì, per garantire la prossima settimana l’ingresso agli studenti e ai docenti. Soprattutto per placare la rabbia dei genitori contro “l’amministrazione comunale non è stata in grado di garantire l’apertura della scuola agli studenti dell’istituto comprensivo Salvatore Raiti, lo stesso istituto che due anni e mezzo fa ospitava con una grande parata, per la sua prima visita da Premier, Matteo Renzi”. Lo dichiarano in una nota congiunta dei segretari dei circoli PD Akradina-Grottasanta e Ortigia-S. Lucia-Neapolis, Angelo Greco e Santi Lo Tauro.  “La città, in generale, si trova davanti ad una situazione pericolosa che potrebbe creare problemi non di poco conto a studenti e lavoratori della scuola. Basti pensare alle condizioni in cui vertono gli istituti superiori come l’Enrico Fermi per esempio (leggi qui). Ma se per gli istituti superiori, con l’eliminazione delle provincie, si trovano in una terra di competenza di nessuno con tutti i problemi economici del caso ed al quale servirebbe un piano di edilizia scolastica molto corposo, per gli istituti di competenza comunale non ci possono essere scuse. E da questo punto di vista, ciò che ci lascia sbalorditi è la tempistica con cui vengono effettuati i sopralluoghi, ricordando a chi dovrebbe vigilare, che se il problema esiste adesso, lo stesso esisteva ragionevolmente anche 2 mesi fa. Di conseguenza quindi, se l’amministrazione si fosse mossa all’indomani della chiusura dell’anno scolastico, staremmo qui a parlare di come è stata efficace ed efficiente l’azione amministrativa del governo dalla città”.

“Non vi è nessuna volontà di strumentalizzare problematiche che interessano la vita dei bambini e delle loro famiglie ma, con altrettanta forza, vogliamo ribadire che, proprio perché questi processi amministrativi riguardano le famiglie siracusane e i loro figli, bisogna agire nel più breve tempo possibile e garantire condizioni dignitose a bambini, insegnanti e genitori. Per questa amministrazione c’è un tempo per le parole ed un tempo per i fatti. Ed il tempo per le parole dovrebbe essere finito da un pezzo”.

Di avviso diverso sono i Consiglieri Comunali Fabio Alota, Salvo Castagnino e Salvo Sorbello che insieme all’Onorevole Vincenzo Vinciullo prendono esempio della Scuola “Raiti”, come prova dell’inconcludenza di questa Amministrazione. “Oggi –hanno dichiarato –riceviamo le contestazioni di decine di genitori che protestano perché la scuola, fra le più nuove della città, è ancora chiusa e i lavori sarebbero iniziati questa mattina, cioè due giorni dopo l’inizio del nuovo anno scolastico”. 

“All’Assessore che ha coordinato questi lavori – hanno continuato Vinciullo, Alota, Castagnino e Sorbello – andrebbe il Premio Nobel per l’efficienza e l’efficacia nel suo agire. Nemmeno se lo avesse cercato sarebbe riuscito a trovare questo coordinamento fra inizio dei lavori, e quindi chiusura della scuola, e inizio dell’anno scolastico. Su questa vicenda, poi, sarebbe curioso sapere che fine hanno fatto i 150 mila euro, perché quei lavori non sono mai stati collaudati, se questi sono la prosecuzione di quei lavori, oppure la riparazione degli stessi lavori che sono stati fatti, quindi, in maniera maldestra. In una serie di interviste, l’Assessore ha dichiarato di non sapere nulla e che tutto hanno coordinato gli Uffici. Ma è mai possibile che gli Uffici Comunali operano in assoluta autonomia, senza concordare con l’Assessore le attività da intraprendere, per evitare i disagi che stanno avendo centinaia di alunne e alunni e le rispettive famiglie?”.

“È proprio così difficile chiedersi se, con il nuovo anno scolastico, gli Istituti sono nelle condizioni di ospitare gli alunni, oppure gli edifici scolastici non ne sono più all’altezza? E comunque –hanno concluso Vinciullo, Alota, Castagnino e Sorbello – una cosa deve essere chiara: l’Assessore al ramo deve dirci, più alla città che a noi, come sono stati spesi i 150 mila euro, perché i lavori non sono collaudati e perché al Ministero delle Infrastrutture, che finanziò nel 2010 l’opera, non sono stati ancora inviati gli atti che certificano la conclusione dei lavori”.

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