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A rischio il piano paesaggistico della provincia di Siracusa. Le associazioni ambientaliste su ANCE: “l’obiettivo è solo cementificare”


ediliziaNews Noto: “L’ANCE ha svelato una sola e unica  idea di sviluppo, cementificare”. A parlare sono le Associazioni Noto Ambiente e Natura Sicula e Movimento Passione Civile muovono la protesta contro l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, che lo scorso venerdì, ha presentato in una conferenza tenutasi a  Noto, le proprie osservazione al Piano Paesaggistico della provincia di Siracusa. Era presente tra gli altri il Presidente dell’Osservatorio Regionale del Paesaggio, dott. Buffa, che ha difeso con passione e competenza l’operato dell’organo che presiede e che ha il compito di esaminare i vari Piani Paesaggistici Provinciali.

“Le osservazioni dell’ANCE mirano ad un obiettivo: rendere il Piano Paesaggistico di Siracusa simile a quello di Ragusa (dove sono state ridotte le aree di tutela) perché, a loro dire, le caratteristiche dei due territori sono comparabili. Il presupposto su cui l’ANCE basa le sue osservazioni è oggettivamente errato perché non considera che i piani paesaggistici locali si basano sull’osservazione scientifica dei valori paesaggistici, storici e culturali che sono identitari per quella comunità”.

“Come si possono considerare omogenei e comparabili i valori ambientali, storici e culturali, scientificamente rilevati, di due territori diversi anche se viciniori?Il presupposto dell’ANCE cozza contro la scientificità delle rilevazioni e contro  la storia dei due territori. 

“Durante il dibattito è poi emerso chiaramente che l’ANCE, in un periodo in cui non solo le istituzioni ma le popolazioni hanno preso coscienza della improcrastinabilità di applicare il principio di non consumare più suolo, non ha saputo fare nessun salto culturale: non considera la ristrutturazione e il recupero del costruito esistente, né   l’adeguamento antisismico, non  parla di rifare le reti idriche e fognarie, ecc. Lo sviluppo armonioso di un territorio deve mirare al ben-essere (con il trattino) di tutta la comunità, e non al benessere (senza trattino) di pochi che non solo consumano la risorsa comune, il territorio, ma lasciano in eredità alle comunità diseconomie: scheletri di cemento abbandonati, capannoni non utilizzati, milioni di vani vuoti, la distruzione del paesaggio, disastri idrogeologici”.

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