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“7 Minuti”, una storia di diritti e lavoro tutta al femminile


News Cinema: una fabbrica del Lazio, sull’orlo del fallimento, acquisita da nuovi padroni stranieri che chiedono un prezzo apparentemente minimo per conservare i posti di lavoro: rinunciare a sette minuti della pausa. Sette minuti è il tempo che verrebbe sottratto alle 300 lavoratrici della Varazzi tessile. Una decisione semplice, si o no, che spetta alle 11 rappresentanti del Consiglio di Fabbrica. Riunite insieme dentro una stanza, italiane e straniere, giovani e anziane, uno spaccato contemporaneo dell’Italia femminile che lavora in tempi di crisi economica e arretramento dei diritti sindacali. Dentro una stanza si diffonde la paura di perdere tutto, donne affacciate sul baratro della disoccupazione, davanti all’ennesima decisione, possono solo accettare il declino di maggiori rinunce.

Il nuovo film diretto da Michele Placido, tratto da un dramma teatrale di Stefano Massini e ispirato a una storia vera già portata sul palcoscenico, affronta un tema di devastante attualità. Un film che attraverso un buon lavoro di montaggio e di inquadrature, riesce a tenere movimentata l’attenzione dello spettatore. Di pregio sono le performances di Ottavia Piccolo (già protagonista nella versione teatrale), dell’esordiente Fiorella Mannoia e, infine di Ambra Angiolini, ottima in un veste sporca e rabbiosa.

Sette minuti, si o no? Una decisione che è all’apparenza tranquillizzante, un assenso dunque scontato? Per niente, è tutto giocato nel dialogo tra le donne che scoprono come da un sacrificio di poco conto, poco a poco, si cela una nuova drammatica verità.

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